Da visitare è il Centro
Culturale Comunale con Bibioteca e Raccolta Comunale d’Arte in via Tilli, che
raccoglie importanti affreschi e sinopie di Benozzo Gozzoli dipinti tra il 1484
e il 1490. Nel ciclo di affreschi di Castelfiorentino il maestro, allievo di
Beato Angelico, procede all’invenzione della sinopia e ad interventi parziali
nella stesura dei colori a fresco mappa>>>. I suoi lavori nei centri minori
della Provincia risentono di un arcaismo popolaresco che tuttavia, nei migliori
brani dipinti in Valdelsa, gli consentì di approfondire una straordinaria vena
poetica originale.
La campagna intorno a Castelfiorentino, oltre a fornire suggestive immagini di
un dolce paesaggio, è ricca di testimonianze storico-artistiche.
Caratteristica è la Cappella della Madonna della Tosse, in località Dogana, da
dove provengono alcuni degli affreschi di Benozzo Gozzoli, dalla quale si
raggiunge poi il paese di Castelnuovo d’Elsa, comune autonomo nel Medioevo,
inserito al centro di un’area che porta ancora i segni di un paesaggio
antropizzato, tipico prodotto della cultura agronomica toscana del 700-800, di
cui fu esponente di spicco il marchese Cosimo Ridolfi, con la sua tenuta di
Meleto.
Fin dal dopoguerra Castelfiorentino è stato interessato da un elevato dinamismo
delle attività extra agricole, con una forte prevalenza della piccola impresa
(soprattutto artigianale) comprendente l’industria del vestiario-abbigliamento,
del mobile, della meccanica e della ceramica. Nel contesto di questa prevalente
industrializzazione si è comunque mantenuto un buon livello dell’agricoltura
soprattutto nelle grandi e medie azienda, sia con la produzione di vini e olio
d’oliva di ottima qualità, sia con l’introduzione di nuove colture (girasoli,
colza, ecc.).
A partire dagli anni ’80 si è avuto un notevole incremento del terziario tale da
far divenire Castelfiorentino un centro dei servizi per l’intera area della
Bassa Valdelsa. Molto curata è l’offerta agrituristica